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DIARIO




“Pensiero, parola e democrazia”

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. 
E’ scritto nel comma 1 dell’articolo 21 della Costituzione italiana.
Altresì nella dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1948 si recita che “ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione…”.
Quello contro Erri De Luca è un processo all’onestà intellettuale e a un’idea di democrazia che affonda le sue radici nella poleis dei greci, dove la libertà individuale e collettiva coincideva con la facoltà di esprimere la propria opinione, specie nelle pubbliche assemblee.
Dunque un processo all’intelletto e alla parola, grazie alla quale tutti noi siamo diventati adulti e cittadini responsabili.
Parola che significa conoscenza, dialogo e confronto. 
Parola che può accarezzare o ferire ma mai uccidere.
Pertanto se uno scrittore potrà andare in carcere per una parola detta o scritta ciò significherà che la nostra società sarà più debole e che, ancor meno, sopporterà il dramma di chi vede impuniti coloro che hanno tolto la vita o che si sono macchiati di gravi crimini.
E se le parole sono le molteplici voci del pensiero queste dovranno volare, grazie al vento dell’arte, lontane dalle prigioni del mondo.
Paolo Fresu