P.A.R.T.E.

Progetto: Paolo Fresu Quintet
Etichetta: Emi-Blue Note
Anno: 2005

Ho riguardato ultimamente con molto piacere ed un po’ di nostalgia varie foto in cui sono ritratto insieme agli amici Paolo, Tino, Ettore e Roberto. 
Con piacere perché mi hanno fatto ricordare una serie infinita di concerti, situazioni e luoghi dove siamo stati insieme, (mitiche le foto del quintetto infilato dentro ad una scarpa rossa col tacco a Madrid, quella con Tino scattata davanti ad una tenda indiana in Canada e quella con i Masai in Kenia)!
Con un po’ di nostalgia perché in ogni modo essendo foto scattate nell'arco di un ventennio si vede il nostro squallido decadimento fisico. Arrrghh!!! (non è vero che invecchiando si diventa più interessanti e saggi).
Ho guardato queste foto un po’ come si guarda un vecchio album di ritratti di famiglia ed allora mi sono accorto che, in effetti, il gruppo di Paolo è composto da amici che sono diventati con il tempo effettivamente parte di una famiglia allargata. Sicuramente ho passato più tempo con loro che con i miei parenti e con il tempo ho imparato a coesistere con tutti i loro pregi e difetti.
Di pregi i ragazzi ne hanno parecchi altrimenti non suoneremmo ancora insieme dopo vent'anni, mentre di difetti ne hanno alcuni che con il tempo ci fanno più ridere che infastidirci, tipo: il mutismo di Paolo nei viaggi (prima che inventassero i cellulari, perché adesso gli telefonano continuamente e passa da una lingua all'altra con disinvoltura), le incazzature d'Ettore, l'estraniamento e la distrazione di Tino quando gli si domanda qualche cosa e non risponde, la nevrosi di Roby quando si va all'aeroporto ed arriva con anticipi pazzeschi e si alza per primo quando si fa la fila per imbarcarsi.
Ho rivisto la buffa foto del Quintetto, fatta quando abbiamo registrato il nostro primo disco a Milano, in cui Paolo aveva i capelli corti e si vedevano le orecchie a sventola e dove Ettore aveva ancora i capelli, Roberto ed io non li avevamo grigi e Tino aveva qualche chilo di meno.
Mi ricordo che già dall'ora la musica sorgeva in modo fresco e spontaneo e nel disco vi sono già alcune interessanti soluzioni che poi sviluppammo ed ampliammo nel corso del tempo. Inoltre emergeva già da allora il pregio più importante del gruppo, che è poi in fondo quello che hanno i gruppi più importanti e storici del Jazz, e cioè che il valore globale della musica supera di molto la somma del valore dei singoli componenti!

Attilio Zanchi, Milano 18 - 11 - 03 


Tracklist
1. T.R.E.A.P. (#1) (Attilio Zanchi)

2. O.F.T. 20th

3. SOME OTHER PLACE

4. YARA

5. FREE DANCE

6. CHILDREN'S PLAY SONG

7. NIGHT TALK

8. APRES-MIDI

9. CROMDIM WALK

10. REVERIES

11. T.R.E.A.P. (#2)

12. FROM MINGUS TO DUKE

13. ARIANNA (Attilio Zanchi)